
Il viaggio attraverso umanità disperate e da ricomporre, apocalissi nucleari ed interiori: questo il tema portante della seconda giornata a Venezia.
di Maria Cristina Locuratolo 6 settembre 2009 13:58
VENEZIA - Secondo giorno per la kermesse veneziana:il "fil rouge" che percorre le proiezioni di oggi sembra essere il viaggio attraverso umanità disperate e da ricomporre, apocalissi nucleari ed interiori. Pellicola d’apertura il toccante The Road dell’australiano John Hillcoat, con Viggo Mortensen, Charlize Theron, Guy Pearce, Robert Duvall e il giovanissimo talento Smit - McPhee: un film dai toni e dai paesaggi gelidi, tratto dal romanzo scioccante di Cormac McCharty, che trae la sua forza non tanto dalla condizione estrema vissuta dai suoi personaggi, ma dalla relazione di un padre e di un figlio senza nome, immersi in una natura selvaggia quanto ostile, in terre glaciali, devastate da una apocalisse nucleare.
Altre vite in bilico, altri drammi umani, quelli messi abilmente in scena da Todd Solondz nel suo Life during the Wartime. Anche questa una storia che verte sulle relazioni umane, sulla necessità o meno del perdono, sull’inevitabilità del dolore attraverso il ricordo di un passato che incombe sul presente futuro come una minaccia perenne e si oppone ad ogni possibilità di futuro. Il quadro che ne esce fuori è un’America dal volto grottesco che tenta di ricucire gli strappi, di rimarginare le ferite, sullo sfondo di una guerra che non appare meno terribile di quella che si combatte quotidianamente in qualsivoglia "rispettabile" casa.
Da segnalare il film italiano Le ombre rosse di Francesco Maselli e l’egiziano Ehky ya Scherazade di Yousry Nashrallah. Nella sezione Orizzonti troviamo Great directors della regista grec0-americana Angela Ismailos: dieci protagonisti del cinema internazionale, da Bertolucci a Lynch, si raccontano davanti alla macchina da presa, ripercorrendo i sogni, i momenti di gloria e le sconfitte di percorsi esistenziali e artistici che hanno come unico punto di contatto l’amore per la Settima Arte. Fila lunghissima a sorpresa davanti alla Sala Perla per Videocracy dell’italo-svedese Eric Gandini, pellicola che getta uno sguardo d’insieme, critico ma nel contempo distaccato al mondo televisivo dell’Italia contemporanea.
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